EXUVIAE

scritture da Stefano Calosso

TEOGONIA

La ricerca di tracce di sentimento religioso nell’uomo, nel presente e in un ipotetico futuro. Un flusso di testi, un indagine sociale (o interiore?), una serie di domande ipotetiche e ipotetiche risposte in serie.

L’origine di questi testi è varia e molteplice anche se, soprattutto per gli inizi, si tratta di una rielaborazione di materiale scritto precedentemente in una forma narrativa tradizionale e che, così com’era, mi convinceva poco. In “Teogonia” questi materiali vengono riproposti sotto una luce diversa. La vicenda è un pretesto, l’incastro narrativo è subito dichiarato fallimentare e non è interamente sviluppato: in poche parole è un feto di romanzo abortito. “Teogonia” è una sorta di autopsia su questo feto, un diario di sezioni e di analisi di laboratorio su questa materia organica. Lo scopo, come in ogni autopsia che si rispetti, è di conoscere le cause del decesso ma anche di dimostrare la tesi che Dio, forse sì, è morto, e che si sta incarnando nella nostra società post-industriale una nuova stirpe di dei pagani, una sorta di nuovo sentimento religioso sta nascendo nei confronti della tecnologia e della scienza, del corpo e della sua rappresentazione, del logo e dei marchi delle multinazionali.

Teogonia, ripeto, è un flusso di testi e come tale ACCADE. È legata alla rete perchè solo attraverso lo strumento del blog ha la possibilità, appunto, di accadere.

Ogni testo può essere letto indipendentemente l’uno dall’altro, proprio come una raccolta di poesie o di racconti. La differenza più grande sta nell’organizzazione dei testi stessi: non secondo una sequenza lineare ma secondo un semplice diagramma ad albero, come nel disco rigido del vostro calcolatore.

La successione dei post costituisce il testo stesso di TEOGONIA. Questa è organizzata in ordine cronologico e secondo una notazione gerarchica di tipo n.n, presa in prestito dalla logica matematica: quasi degli ipertesti, degli “zoom di senso” alla ricerca di questo nuovo “processo di Teogonia”. La notazione è puramente strumentale al tipo di lavoro sotteso da “Teogonia”: creare un’intreccio di relazioni tra i vari testi, una vera e propria rete nella quale si instaurano interdipendenze di significato e in cui lettore e scrittore si trovano davanti a veri e propri bivii, letterari, temporali e di registro.

Questa è volutamente una situazione di “chaos”, humus fertile per la teogonia che intendo descrivere.

Il 13.08.07 Andrea Raos ne ha pubblicato l’incipit sul blog collettivo “Nazione Indiana”.

3 Risposte a “TEOGONIA”

  1. Sono solito aspettare molto prima di esporre a qualcuno le mie idee per racconti o altro, però… be’, complimenti. Anche per il coraggio! :)
    MS

  2. Carlo detto

    Ciò che deve accadere accade.
    Complimenti per questo industrioso processo narrativo, interessante la notazione matematica come filo legante.
    Tornerò a seguirne la germinazione.
    Carlo

  3. Stefano detto

    @ Carlo
    Ti ringrazio, naturalmente sei sempre il benvenuto…

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