Archivio per la categoria ‘Esuvie’
LE PAROLE
Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 17 Settembre 2007
Si rilasciano, in rapide corse tra le spianate
Parole
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ALTA VIA
Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 13 Agosto 2007
Quanto più è difficile adesso
Per un sentiero che non sia
In salita andare, e sul gesso
Qui su cui poggia l’Alta Via
D’equilibrio farci portare
Da cima a cima dove il roggio
Dei sentieri bagnato appare
Appena. ci sfiorerà maggio
Ventoso di sotto agli scricchi
Del ghiaccio o tra i ciottoli in corsa
Verso valle l’acqua dai picchi.
La sera, svelata la morsa
Del gelo, ruberemo l’orbite
Ai satelliti, l’abitudine
Del luogo diventerà ospite
Del governo dell’altitudine.
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[E IO LO FACCIO PER NON SCOMPARIRE...]
Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 30 Luglio 2007
E io lo faccio per non scomparire
Dietro le schermate giganti e spire:
Mi stringo come al petto un medaglione
Tutto il mio Nulla, alveo dell’azione,
Bozzolo lucente. di cromatina
Macchia scura nel buio di mattina
Un pugno appena raccolto da dentro
Spando alla terra – e quando giungo al centro
Di questo campo mio, scorgo sul confine
Proiezioni video di perline,
Le Colorate. adori immaginare
D’indossarle al tuo corpo che scompare
Per le sferzate date con l’occhiate
Di chi si vede le membra macchiate
Dal sangue. due colombine muovono
L’aria con l’ali a te addosso sono
Mie messaggere, leggere portano
Parole in rima. con il capo bussano
Al vetro dello specchio, che imprigiona
Ogni tuo sforzo in un’unica icona.
Per darti riposo oggi han lasciato
Le righe di terra che ho frantumato:
E volerà, d’intorno a te stupita,
Il mio Nulla a preservare la vita.
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[PURE UNA QUALCHE VOCE ANCH'IO...]
Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 18 Giugno 2007
Pure una qualche voce anch’io
Di sicuro seguo, che sordo
Vanto stare l’animo mio
In piedi, al pari del ricordo
Più feroce, e beffeggiare
Gli schermi ed il rigido guardo
Scheggiato loro. mi compare
Nuda tutta la tessitura
Dei gesti (è l’apertura alare,
L’ampio circolo di natura)
Nel tempo ch’attendo viventi
Tracce di questi, e la paura.
Gl’occhi quindi paiono attenti,
I miei, infissi nel disegno:
Non so come la vita stenti
A corrispondermi quel segno.
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