[DI GIÀ TRAVEDEVI, MATTEI, APPOGGIATA...]
Pubblicato da Stefano Calosso su Mercoledì, 24 Ottobre 2007
Pubblicato da Stefano Calosso su Mercoledì, 24 Ottobre 2007
Questo post è stato pubblicato il Mercoledì, 24 Ottobre 2007 a 9:05 pm ed è archiviato in EXUVIAE, Le ore operaie, Poesie. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
carlabariffi detto
sempre più ermetico,
elettromagnetico.
Vedo un grigio che sfuma
ma resta:
appoggiata
come un dio.
Buona serata
C.
Carlo detto
Volevo solo dirti che m’incuriosisce questo tuo evocare (spesso?) l’elettromagnetismo (anche in Teogonia) che un famoso fisico ha definito come scienza occulta, e che in parte lo è.
Ueuè detto
Mi associo alla domanda di Carlo.
Anche perchè la scienza sa come generare l’elettromagnetismo, come applicarlo, ma non sa, non ancora almeno, cosa sia esattamente.
Certo che sei impegnativo come un trattato di alchimia!
Stefano Calosso detto
Ciao a tutti e bentrovati dopo qualche giorno di assenza… :-p
L’elettromagnetismo mi incuriosisce in quanto poeticamente mi pare punto di contatto tra il razionale e l’irrazionale, un confine tra realtà sensibile e metafisica. Un luogo altro, pervaso da forze che corrono parallelamente a quelle con le quali ci scontriamo tutti i giorni…
È per me inoltre metafora del potere: pervasivo, occulto, mediatico, invisibile. Tecnocrazia.
Grazie mille per il vostro interesse.
A rileggerci e a presto…
carlodreams detto
Bentornato. La domanda è nata perchè, a suo tempo, ho studiato l’elettromagnetismo. I campi elettromagnetici sono intorno a noi, invisibili ma costantemente presenti, non conoscono ostacoli, impalpabili ci attraversano, e ci assoggettano alle loro leggi.
Buona settimana. Carlo