[TEOGONIA] 1.2.1 – EYE-RESPONSE: 1
Pubblicato da Stefano Calosso su Venerdì, 12 Ottobre 2007
Pubblicato da Stefano Calosso su Venerdì, 12 Ottobre 2007
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carlabariffi detto
Qualunque cosa va tentata…
il soffermarsi con labbra tremanti di intrepido amore succhiante sostando nel tempo incurante.
carlabariffi detto
gli occhi malati necessitano di cure amorose, lo so bene…
(ogni ferita forse)
buon Week Stefano
carla
Carlo detto
Immagino una pagina bianca; una sola riga, dieci parole, un mondo.
Buona domenica
Carlo
P.S. – Ti ho mandato delle foto viticole, il file pesa. Quintali.
Ueuè detto
La prima cosa che mi viene in mente è che c’è gente con gli occhi bene aperti e sani che non vede niente. Ma questo ovviamente esula dal tuo scritto, di cui però mi intriga l’esperimento che stai facendo. E’ come se ci fosse scoppiata dentro una bomba, e tu invitassi i lettori a commentare ogni frammento residuo, alcuni dei quali talmente esigui da esigere una forzatura.
Certo che poi con l’immaginazione ognuno è libero di andarsene dove gli pare. E allora c’è da chiedersi, ma è questo quello che vuoi?
A mio modestissimo avviso, e lo ribadisco, è una sfida alla linearità temporale, una sorta di episodio rotto.
Stefano Calosso detto
@ Carla
Vero, gli occhi sono la nostra interfaccia sul mondo. la nostra principale “connessione”.
@ Carlo
Ti ringrazio, ti ho gia risposto in privato.
A presto
@ Ueuè
Come la solito riesci a centrare perfettamente i perni attorno ai quali ruotano i post di Teogonia: la sezione e lo smascheramento della finzione letteraria. Leggi finzione non come sinonimo di “fiction”, piuttosto di ipocrisia, la realtà che vi si nasconde dietro è il mimetismo delle idee e della forma.
“È una lavoro pretenzioso, giochini intellettuali fini a se stessi, il patto lettore/narratore?, manca aderenza ad un impianto formale… ” Si dice questo e altro, in rete ma non solo, su Teogonia. Non me ne si voglia, si fa ciò che si può…
Ueuè detto
Avevo un libro, una volta, forse ce l’ho ancora ma sta in Italia, era di marc Saporta, ed era un romanzo costituito da tante pagine libere, prive di rilegatura.Potevi mischiarle come un mazzo di carte e la narrazione cambiava senso e aspetto a seconda di come le mischiavi. Mi affascinava perchè mi faceva pensare alle storie delle nostre vite di umani. C’è qualcosa di questo in Teogonia.