[IO T'IMMAGINO PASSARE TRA LE GHIRLANDE DEI LUMI...]
Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 1 Ottobre 2007
Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 1 Ottobre 2007
Questo post è stato pubblicato il Lunedì, 1 Ottobre 2007 a 8:50 am ed è archiviato in EXUVIAE, Le ore operaie, Poesie. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
Ueuè detto
Questo è davvero ottimo, a mio modesto avviso.
Matteo Scandolin detto
A me invece non piace, per niente, il suono di quel “che” tronco. Non so lì nella Langhe che uso abbiate di “che”, ma a me suona molto male…
Stefano Calosso detto
@ Ueuè
Per quanto mi riguarda il tuo “avviso” non è per nulla modesto, anzi!
Grazie…
@Matteo
No, no… qui i regionalismi non c’entrano per niente, è solo un vezzo estetico anche piuttosto “inutile”, a dire il vero…
Mi hai beccato in pieno!!!
Grazie Matteo…
Matteo Scandolin detto
Ahò, la piantiamo di usare le parole come se fossero bruscolini??
)
(Mi riferisco, naturalmente, a «inutile»…
MS
Stefano Calosso detto
Bruscolini?
Cosa significa “bruscolini”?
Matteo Scandolin detto
http://www.demauroparavia.it/16182
Nell’accezione di “cose di poco valore”.

MS
Stefano Calosso detto
Ah ecco! Mi sembrava…
No, perchè sai… noi qui si usa bruscolin’…
mc detto
forse i “che” del secondo e penultimo verso suonano di un arcaismo non necessario. anche secondo me dovresti trovare una formula più lineare.
ciao
mc
Stefano Calosso detto
@ mc e Matteo
Michele, tu e Matteo avete ragione, ripeto: è un vezzo estetico, con l’unico intento di riprodurre per iscritto il fluire della parlata, che erode sempre le iniziali e le finali dei termini: potrei benissimo (e sicuramente lo farò se si presenterà un occasione in futuro di pubblicare nuovamente questa poesia) correggere, sostituire gli apostrofi con delle lettere “e”. Ma provate a rileggere quei versi corretti: non credo che ad alta voce i suoni di “che” o di “ch’” siano distinguibili. Se così fosse, dunque, la questione dell’arcaismo si sposta principalmente a livello grafico, di scrittura. Che ne dite?
mc detto
se leggerai queste poesie a voce allora il problema non si pone (poste che il “che” o il “ch’” siano la migliore soluzione possibile del verso).
ma perchè vuoi riprodurre il parlato?
ciao
mc detto
a proposito, lo conosci il sito di poesia di guglielmin? sulla poesia, ci trovi cose interessanti. ecco l’indirizzo
http://golfedombre.blogspot.com/
ciao
mc
Stefano Calosso detto
@Michele
Personalmente intendo le poesie scritte come “partiture per voce sola recitante”, se mai dovessi pubblicare qualcosa il mio ideale sarebbe di farlo su cd e non su carta. In cantiere c’è anche un audioblog.
Per quanto riguarda il link devo dire che sembra interesante, stasera mi leggo un paio di post, mille grazie…
mc detto
l’importante è non fare istrionismo. ci sono poeti performativi che danno voce a rape secche e alla panna montata: due alimenti inadeguati.