EXUVIAE

scritture da Stefano Calosso

[IO T'IMMAGINO PASSARE TRA LE GHIRLANDE DEI LUMI...]

Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 1 Ottobre 2007

Io t’immagino passare tra le ghirlande dei lumi
Ch’han sospeso con la scusa del Natale abili svelti
Gli artisti per rapire un tuo sorriso o magari un sì.

Quest’obolo distratto meglio assicura protezione

Come dal freddo, essi dicono, il logotipo d’un capo
D’abbigliamento firmato ch’a lato vendesi e dato
Non separatamente da Torino, l’Abbacinata.

13 Risposte a “[IO T'IMMAGINO PASSARE TRA LE GHIRLANDE DEI LUMI...]”

  1. Ueuè detto

    Questo è davvero ottimo, a mio modesto avviso.

  2. A me invece non piace, per niente, il suono di quel “che” tronco. Non so lì nella Langhe che uso abbiate di “che”, ma a me suona molto male…
    :P

  3. @ Ueuè
    Per quanto mi riguarda il tuo “avviso” non è per nulla modesto, anzi!
    Grazie…

    @Matteo

    No, no… qui i regionalismi non c’entrano per niente, è solo un vezzo estetico anche piuttosto “inutile”, a dire il vero…

    Mi hai beccato in pieno!!!
    ;-)

    Grazie Matteo…

  4. Ahò, la piantiamo di usare le parole come se fossero bruscolini?? :)
    (Mi riferisco, naturalmente, a «inutile»… :P )
    MS

  5. Bruscolini?
    Cosa significa “bruscolini”?

  6. http://www.demauroparavia.it/16182

    Nell’accezione di “cose di poco valore”.
    :)
    MS

  7. Ah ecco! Mi sembrava…
    No, perchè sai… noi qui si usa bruscolin’… :-P

  8. mc detto

    forse i “che” del secondo e penultimo verso suonano di un arcaismo non necessario. anche secondo me dovresti trovare una formula più lineare.

    ciao

    mc

  9. @ mc e Matteo

    Michele, tu e Matteo avete ragione, ripeto: è un vezzo estetico, con l’unico intento di riprodurre per iscritto il fluire della parlata, che erode sempre le iniziali e le finali dei termini: potrei benissimo (e sicuramente lo farò se si presenterà un occasione in futuro di pubblicare nuovamente questa poesia) correggere, sostituire gli apostrofi con delle lettere “e”. Ma provate a rileggere quei versi corretti: non credo che ad alta voce i suoni di “che” o di “ch’” siano distinguibili. Se così fosse, dunque, la questione dell’arcaismo si sposta principalmente a livello grafico, di scrittura. Che ne dite?

  10. mc detto

    se leggerai queste poesie a voce allora il problema non si pone (poste che il “che” o il “ch’” siano la migliore soluzione possibile del verso).

    ma perchè vuoi riprodurre il parlato?

    ciao

  11. mc detto

    a proposito, lo conosci il sito di poesia di guglielmin? sulla poesia, ci trovi cose interessanti. ecco l’indirizzo
    http://golfedombre.blogspot.com/

    ciao
    mc

  12. @Michele

    Personalmente intendo le poesie scritte come “partiture per voce sola recitante”, se mai dovessi pubblicare qualcosa il mio ideale sarebbe di farlo su cd e non su carta. In cantiere c’è anche un audioblog.

    Per quanto riguarda il link devo dire che sembra interesante, stasera mi leggo un paio di post, mille grazie…

  13. mc detto

    l’importante è non fare istrionismo. ci sono poeti performativi che danno voce a rape secche e alla panna montata: due alimenti inadeguati.

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