EXUVIAE

scritture da Stefano Calosso

[RIPARTENZE] – IV

Pubblicato da Stefano Calosso su Domenica, 1 Marzo 2009

Con la disarmante semplicità dei bambini,
Scelgono il tempo che precede la discesa
I viaggiatori si rivestono, riconoscono
Loro i riflessi. si controllano sui vetri

Ceri tremuli in piedi rivolgono gl’occhi
Alla moda delle scarpe, in quel ristretto
Assoluta protagonista. coagulano crocchi
Esili rivi pensieri poi le parole diventano

Traghettatrici e tenendoli per la mano
Li scorrono fin oltre dato il segnale
D’attracco. tutti cadono ad uno ad uno,
Sono file che annodano, attorno al gruppo

Senza tempo (io aspetto seduto il rinculo).
Ma rientrano subito, uguali occupano i posti
Vuoti che hanno lasciato, com’appena saliti.
Aspettano quasi non si fossero mai mossi.

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[RIPARTENZE] – III

Pubblicato da Stefano Calosso su Domenica, 2 Novembre 2008

Vive d’equilibrio sul nulla,
D’assurdo in parata che rigonfia
La campagna vorticante, che perpetua
Il gesto antico dell’avvicinamento

Questo scivolamento, diretto
Una volta ancora all’incomprensione.
E del mio consenso, costretto
Silenzio d’immenso stupore.

Pigolano piano (…piano…)
Le nervose intermittenze
Dei telefoni cellulari, guidano
Gli afoni pensieri, accompagnati

Da un sorriso, ad eteree spiagge
Dove la parola, infine, detta
Non abbia a sopportare
Atroce il peso d’uno sguardo.

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BOTTA E RISPOSTA (RELATIVISTA)

Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 27 Ottobre 2008

E quando quello disse:

- È palese, evidente
il senso più intimo
è che non c’è niente. La verità
dipende
da quale oblò la si
pretende…

Subito entusiasta, quell’altro
Rispose: – Assolutamente
Si…

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[RIPARTENZE] – II

Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 27 Ottobre 2008

Osservi la mandata [io sono la mandata]
Sul falso piano da cui fermo
Il ghiaccio lo sentivi mugliare,
Il distacco breve dall’affanno

Salire come pioggia. adesso
E’ l’attesa del movimento
A misurare ogni passo
Sui marciapiede, fuori dal finestrino

E trasformarlo in corsa per l’arresto
Successivo – stazione per stazione
Sino a non saperne più il diritto
Od il rovescio: se parti tu

O arrivo io. se l’ordigno fatale
Vive davvero, ci allide
Tra l’andata alba del giorno
E petali di sera al ritorno.

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[RIPARTENZE] – I

Pubblicato da Stefano Calosso su Domenica, 24 Agosto 2008

“non ti preoccupare” mi dicesti “ti riaccompagno a casa”

Osservi la mandata: tra fili dell’ordito
Fuochi d’artificio incrinarsi nel cielo
Scomparire per la via della spola
E procrastinare l’affacciarsi del giorno.

Il presentimento d’un ritorno incompiuto
Battuto dai passi che lo riconducono a lato
E in fronte a l’ingresso principale
Dell’ultima stazione ferroviaria

Il rollìo delle lancette
In duetto con il vibrare dei cavi
La resistenza della barra – in panna
Non capisce cosa sia sconfitta

E’ la celebrazione della fatica
A percuotere i secondi e benedire
L’abbraccio del cilindro e del pistone
Inchiodati sulla parallasse.

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NEOPLASIE #1

Pubblicato da Stefano Calosso su Mercoledì, 6 Agosto 2008

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[OH LA GENTE QUI SULLE SCALE...]

Pubblicato da Stefano Calosso su Domenica, 6 Aprile 2008

Oh la gente qui sulle scale…

La loro gamba che sale
La vita… quanti gli incroci

Di braccia e ovunque quante voci

Io il mio gradino
Traballante conosco appena

Io nel mio giardino
Ti vedo seduta in pena

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[RESTA, OLTRE ALL'IPOTESI...]

Pubblicato da Stefano Calosso su Mercoledì, 2 Aprile 2008

Resta, oltre all’ipotesi
La differenza tra il valore
Dell’ incognita e il simbolo.

Credimi: il senso d’un esiglio.

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[SONETTI ANARCHICI] – V

Pubblicato da Stefano Calosso su Venerdì, 28 Marzo 2008

Quante volte sono stato scambiato
Per uno di loro, tra le rapaci
Strettoie di questo supermercato
Quante volte ho fronteggiato le audaci
Signorine alla cassa, ho stretto il fiato
Nel ricevere il resto e lo scontrino
Fiscale ed incamminandomi a lato
Della gente mi sono chiesto fino
A che punto ci si possa smarrire
Tra i cartoni, in quest’allucinazione
Collettiva. tu tienimi le mani
E poi chiedimi ancora di salire
Fin qui – non mi domandare ragione
Di niente. ci sarà il sole, domani.

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[UNA MANO DI DONNA CHE APRE LA FINESTRA...]

Pubblicato da Stefano Calosso su Lunedì, 7 Gennaio 2008

Una mano di donna che apre la finestra.
È il mio cielo, piano parlate piano .
E se io ancora potessi… – ma con che spunto? –
Il corpo del reato potrebbe trovarsi
Ancora
(il giorno)
Ai piani inferiori.

È stato afferrato che piange, che piange…
Acceso e spento spento.

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